Riassicurazione sempre più strategica per Cattolica

Massimo Antonarelli, responsabile Direzione Aziende, Rischi speciali e Riassicurazione della Compagnia: «Grazie ai trattati di riassicurazione siglati con operatori di alto livello, riusciamo ad essere protagonisti e ad offrire la sicurezza e le competenze che dobbiamo ai nostri clienti»

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Determinare la propensione al rischio che possa ragionevolmente essere sostenuta dalla Compagnia, disponendo di adeguata copertura in caso di eventi catastrofali. Garantire a ciascuna società del Gruppo la capacità necessaria per affrontare il mercato e la forte sfida della concorrenza, grazie al beneficio che deriva dalla cessione delle punte di rischio, dalla riduzione della volatilità dei risultati e dal contenimento dell’assorbimento di capitale. Valutare le misure che possono essere ragionevolmente sostenute per aumentare la sicurezza e diminuire l’incertezza causate dai grandi fenomeni naturali o da avverse contingenze di mercato.

Sono questi gli obiettivi della riassicurazione di Cattolica, un settore “strategico” per lo svolgimento della tradizionale attività assicurativa come spiega l’ing. Massimo Antonarelli, responsabile Direzione Aziende, Rischi speciali e Riassicurazione della Compagnia: «Senza tale funzione», spiega Antonarelli, «l’intero nostro lavoro si bloccherebbe. Basti pensare solo che non ci sarebbe più la possibilità di sopportare avvenimenti catastrofici, come i terremoti o le alluvioni, in cui pure la nostra società è impegnata a fornire coperture specifiche. Grazie ai trattati di riassicurazione siglati con operatori di alto livello, che ci proteggono in caso di sinistri di grande magnitudo o per impegni presi con le nostre polizze che possono essere onorati anche a distanza di molti anni, riusciamo ad essere protagonisti e ad offrire la sicurezza e le competenze che dobbiamo ai nostri clienti».

Nel mondo non sono molte le società che si occupano di riassicurazione. Tra le principali figurano Munich Re, Swiss Re, Mapfre (azionista di Cattolica), Scor e i Lloyd’s di Londra. Sono tutte aziende a fortissima capitalizzazione: le risorse patrimoniali disponibili complessivamente nel mondo dell’industria riassicurativa si aggira intorno ai 550 miliardi di dollari, mentre il mercato italiano registra un volume di premi ceduti ai riassicuratori pari a 2,5 miliardi di euro.

«Noi ci rivolgiamo a tali realtà finanziarie», aggiunge Antonarelli, «avendo preferenza verso quelle continentali con i migliori rating patrimoniali, affidabilità e continuità nella relazione. Con ciò garantendoci una prospettiva a lungo termine per i nostri programmi. La riassicurazione», conclude, «presenta un ulteriore vantaggio: riduce il fabbisogno di capitale. Diminuendo il rischio legato ai sinistri catastrofali, abbattendo la volatilità dei risultati e aumentando la diversificazione si massimizza il beneficio in termini di assorbimento di capitale».

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