“Project work for you”: studenti al giro di boa

Si è concluso il laboratorio per gli iscritti al corso "Modelli d'Impresa & Gorporate Governance" volto ad aiutare gli studenti a sviluppare metodi di lavoro da applicare in contesti aziendali.

VIDEO

FOTO

ALLEGATI

Si è concluso “Project work for you”, laboratorio per gli iscritti al corso “Modelli d’Impresa & Corporate Governance” del dipartimento di Economia Aziendale guidato dal prof. Alessandro Lai. Gli studenti hanno presentato gli elaborati al docente e allo staff di Progetto di Vita. Cattolica per i giovani – partner ufficiale dell’Università degli Studi di Verona per l’orientamento in uscita – che ha fornito gli strumenti necessari per sviluppare un metodo di lavoro efficace durante i due mesi di ricerca.

Le 5 squadre hanno esposto una relazione di approfondimento su uno specifico aspetto aziendale. Ogni relatore, scelto tra i nove componenti che formavano ciascuna squadra, ha avuto a disposizione 15 minuti per spiegare la ricerca svolta insieme al gruppo. I parametri di giudizio tenuti in considerazione erano coesione ed efficacia nel lavoro preparatorio, efficacia operativa, chiarezza espositiva, completezza espositiva, capacità di coinvolgimento, gestione delle obiezioni del pubblico, specialmente nei tre minuti di “domande e risposte” previste alla fine di ogni presentazione. In breve, la giuria ha preso in considerazione contenuto, processo e presentazione dei risultati ottenuti.

Parallelamente a “Project work for you”, gli esperti di Progetto di Vita. Cattolica per i giovani hanno ideato un percorso per 230 studenti della classi quarte del Liceo ginnasio Scipione Maffei che prevede un programma con colloqui, test psicoattitudinali e occasioni in cui è possibile seguire laboratori pratici legati all’orientamento verso il mondo del lavoro. In breve, Progetto di Vita sta offrendo agli studenti la possibilità di definire le proprie competenze distintive per elaborare un progetto di stage in linea con le scelte future di ognuno di loro.

comments powered by Disqus