Passione e manualità. Il lavoro del restauratore

“Il restauro nel pubblico e nel privato” è il titolo del secondo appuntamento, tenutosi il 19 settembre nella sede di Progetto di Vita, del ciclo “I mestieri dell’Arte”, l’iniziativa dedicata a tutti i giovani che aspirano a lavorare nel mondo dell’arte e dei beni culturali

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Prosegue ed entra nel vivo il ciclo di incontri formativi dal titolo “I mestieri dell’Arte” organizzato da Progetto di Vita. Cattolica per i giovani. (leggi anche)

Dopo aver affrontato il tema “Come si allestisce una mostra”, lo scorso 12 settembre, nella sede di Progetto di Vita a Corso Porta Nuova 11b questa volta si è parlato di Restauro, nel pubblico e nel privato con Chiara Scardellato, direttore del laboratorio di restauro della Soprintendenza dei beni artistici di Verona, Vicenza e Rovigo, e con le restauratrici Alessandra Zambaldo e Isabella Bellinazzo.

«Il percorso formativo per questa professione» ha spiegato Chiara Scardellato «si sta definendo proprio in questo periodo a livello legislativo e si sta lavorando per equiparare il titolo di studio italiano ai pochi titoli equivalenti in Europa: questo permetterebbe ad un italiano di praticare all’estero e viceversa».

Da un punto di vista occupazionale, una volta concluso il percorso di studi, due sono gli sbocchi lavorativi: il primo nel settore pubblico, all’interno della Soprintendenza; il secondo nell’ambito privato, all’interno di studi specializzati nel restauro.

Per lavorare come restauratore è necessario un percorso di formazione serio e approfondito. E alla preparazione teorica si deve aggiungere anche una buona predisposizione fisica. «È un lavoro per l’80% manuale» racconta Alessandra Zambaldo «per il quale serve una pazienza infinita e una fortissima capacità di adattamento: spesso si deve lavorare per ore ed ore nelle posizioni più strane, soprattutto se le opere hanno grandi dimensioni».

Il ruolo del restauratore, inoltre non si limita al solo intervento: «Per fare questo mestiere» ha concluso Isabella Bellinazzo «è necessario mettere insieme diverse capacità di lettura. A lavoro finito, il restauratore deve essere presente all’arrivo dell’opera in mostra, assistere al disimballo, seguire la ditta allestitrice, verificare l’aspetto assicurativo dell’opera e della mostra, controllare i parametri ambientali, verificare lo stato della mostra».

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