L’Italia sulla via della ripresa

Le considerazioni finali del governatore Vincenzo Visco sul Bilancio annuale della Banca d’Italia in occasione dell’assemblea svoltasi ieri a Roma

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Nelle considerazioni finali sul Bilancio annuale della Banca d’Italia, il governatore Vincenzo Visco ha fatto il punto sulla situazione economico-finanziaria del Paese (il testo integrale in allegato).

Tra i punti chiave toccati nel discorso si segnalano l’invito al Governo a proseguire con le riforme per rimanere in linea con le raccomandazioni dell’Europa, l’auspicio per un progressivo rafforzamento del sistema creditizio al fine di intercettare la ripresa in atto e sostenere l’economia reale e il giudizio nel complesso positivo sulla riforma delle banche popolari.

Evidenziato, inoltre, l’incremento nel portafoglio delle famiglie italiane dei prodotti assicurativo-previdenziali. Polizze Vita e fondi pensione (incluso il Tfr), si legge più ampiamente nella Relazione annuale dell’istituto di via Nazionale, hanno registrato una raccolta di 53,3 miliardi di euro rispetto ai 22,4 del 2013.

Riportiamo di seguito i passaggi in cui Visco ha fatto riferimento al settore assicurativo:

“Con l’avvio degli acquisti (da parte della BCE nell’ambito del programma di quantitative easing, n.d.r.) siamo entrati in un territorio, in parte inesplorato, di tassi di interesse estremamente bassi anche sulle scadenze a medio e lungo termine. In sette paesi dell’area essi sono negativi sugli orizzonti fino a tre anni. Nella seconda metà di aprile, prima del recente rialzo, quelli tedeschi erano divenuti negativi fino a nove anni. Sono stati manifestati timori che il programma possa incentivare l’assunzione di rischi eccessivi nella ricerca di rendimenti più elevati, generare tensioni nella liquidità di alcuni segmenti di mercato, danneggiare alcune categorie di operatori finanziari quali assicurazioni e fondi pensione. Questi rischi vanno attentamente considerati, ma non sopravvalutati”.

“Non vi sono finora segnali che i bassi tassi di interesse stiano determinando l’insorgere di squilibri generalizzati. Nell’insieme dell’area l’andamento dei prezzi delle attività finanziarie e degli immobili non sembra riflettere pressioni speculative, la propensione al rischio degli investitori è ancora contenuta, la dinamica del credito è debole. Tensioni locali e settoriali possono essere controllate con misure macroprudenziali, come già avviene in alcuni paesi dell’area. Gli acquisti di titoli sono attuati in modo graduale e continuo, con l’obiettivo di non distorcere il processo di formazione dei prezzi; le operazioni di prestito di titoli effettuate dalla BCE e da alcune banche centrali nazionali, tra cui la Banca d’Italia, contribuiscono a preservare la liquidità del mercato secondario.

Le possibili ripercussioni su specifici settori non sono ignorate. Gli stress test condotti nel 2014 in sede europea indicano che l’esposizione delle compagnie di assicurazione ai rischi di una fase prolungata di bassi tassi di interesse è significativa in alcuni paesi dell’area; è più contenuta per le imprese italiane grazie a una struttura di bilancio sostanzialmente equilibrata. Per ridurre tali rischi le compagnie possono ricercare un maggiore allineamento dei rendimenti e della durata finanziaria delle attività e passività di bilancio, migliorare i risultati delle gestioni attraverso la diversificazione delle attività in portafoglio, accrescere le riserve tecniche, adattare al mutato contesto di mercato, ove necessario, gli impegni nei confronti degli assicurati. Alle autorità spetta il compito di rafforzare l’azione di vigilanza e i presidi prudenziali, come raccomandato dall’Autorità europea per le assicurazioni e i fondi pensione”.

 

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