La ricetta dell’integrazione

Si è conclusa il 30 maggio “Cibo, Integrazione e Solidarietà”, scuola di cucina mediterranea ideata con il sostegno della Fondazione Cattolica per favorire l’inclusione sociale e il rapporto tra giovani e lavoro

VIDEO

FOTO

ALLEGATI

Si è svolta il 30 maggio nella cornice di Villa Glori a Roma la giornata conclusiva del progetto “Cibo, Integrazione e Solidarietà”, promossa dalle Acli di Roma, in collaborazione con l’Istituto Alberghiero Gioberti e sostenuta dalla Fondazione Cattolica.

Un progetto che lo scorso 30 marzo ha visto l’avvio di una scuola di cucina mediterranea rivolta a 20 stranieri immigrati, tenuta dagli studenti dell’Istituto Alberghiero V. Gioberti di Roma. I partecipanti al corso hanno ottenuto la certificazione HCCP e gli attestati di partecipazione.

In questo progetto tutto è risorsa e nulla viene sprecato, ed il cibo preparato diventa un pasto vero e proprio, messo a disposizione delle mense della Caritas. Questo percorso è stato fissato nel volumetto “Sapore d’integrazione“, un libro di ricette di cucina etnica e mediterranea incentrate sul recupero alimentare.

Momento clou dell’evento: lo show cooking a cura dei fratelli Maurizio e Sandro Serva, del ristorante “La Trota” di Rivodutri (RI), 2 stelle Michelin, che hanno preparato in diretta due ricette che promuovono l’attenzione al territorio e la cultura dello spreco zero. Gli studenti dell’Istituto Gioberti e i corsisti stranieri si sono invece cimentati in cucina preparando dei piatti appresi durante il corso che sono stati serviti per pranzo a tutti i presenti e agli ospiti della Casa Famiglia.

«Questa iniziativa», ha dichiarato Lidia Borzì, presidente delle Acli di Roma e provincia, «rappresenta una vera e propria Buona Pratica di eccellenza perché, oltre a presentare elementi di replicabilità, dimostra quanto sia importante favorire lo sviluppo di una rete tra gli attori principali della Comunità Educante nella promozione di esperienze concrete di sussidiarietà circolare. Un circuito virtuoso che consente di rispondere alle sempre più complesse e frastagliate esigenze e necessità della Comunità».

«Un progetto che contiene e mette in relazione tre aspetti fondamentali per la Fondazione», ha aggiunto Giulia Codonesu della Fondazione Cattolica, «ovvero il rapporto “giovani e lavoro”; l’integrazione e l’inclusione delle persone fragili; la relazione con chi si prende cura ed è capace di diventare risposta concreta ai bisogni del territorio in cui opera».

comments powered by Disqus