Impresa Formativa, un esempio di welfare generativo

Il progetto-pilota di Enaip Veneto, sostenuto da Fondazione Cattolica, prevede la realizzazione di un “ristorante formativo” dove i ragazzi possono imparare il mestiere sul campo ed essere retribuiti

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Imparare un mestiere sul campo attraverso l’individuazione e la valorizzazione delle proprie abilità. Questa è la base di partenza dell’“Impresa Formativa”, una metodologia per la formazione “on the job” ad alto valore innovativo che coinvolge i ragazzi in prima persona, il territorio che li ospita e le imprese locali. In Europa è una prassi diffusa. In Italia se ne parla solo da pochissimo.

Fondazione Cattolica crede che l’impresa formativa sperimenti un modello di welfare generativo che, alimentando reciproche responsabilità tra attori economici, istituzioni e giovani studenti, si autosostiene e produce valore. Per tale motivo ha sostenuto il progetto-pilota di Enaip Veneto (ente per la formazione professionale) che ha delegato Formel Veneto nella gestione dell’attività in affiancamento alla scuola alberghiera di Isola della Scala.

Il progetto consiste nella creazione di un “ristorante formativo” al cui interno, per l’anno scolastico in corso, quaranta ragazzi del secondo e terzo anno dell’istituto alberghiero lavorano, retribuiti, all’organizzazione e alla gestione di pranzi, buffet e banchetti. In questo modo gli studenti imparano, sul campo, a lavorare in squadra e a gestire la cucina anche in situazioni di stress: abilità che non possono acquisire in aula ma scoprire solo nel retro di una cucina o in sala.

In questo contesto, l’Ente Fiera di Isola della Scala ha invitato i ragazzi a partecipare con un proprio stand alla rassegna dedicata al Riso Vialone Nano Ipg che si concluderà il 12 ottobre. Alla fine della manifestazione i giovani dell’istituto alberghiero avranno cucinato circa 25mila risotti all’isolana, affiancati da esperti “maestri risottari”.

In questo modo la valenza del ristorante formativo risulta doppia: da un lato favorisce il ricambio generazionale di quanti, ormai non più giovanissimi, da anni mantengono in vita la tradizione del risotto all’isolana, tipica di Isola della Scala; dall’altro agevola l’ingresso nel mondo del lavoro dei ragazzi all’interno di un comparto che, numeri alla mano, pare davvero non soffrire della crisi.

Grande è l’entusiasmo che si legge sui volti dei giovani coinvolti nell’iniziativa anche per i risultati ottenuti: i risotti cucinati dalla squadra del ristorante formativo, infatti, sono stati esaminati “alla cieca”, al pari di tutti gli altri, da una apposita commissione degustatrice. E in più giornate consecutive i giovanissimi chef si sono piazzati al primo posto tra le preferenze degli esperti degustatori.

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