Fondazione sostiene un percorso formativo realizzato dall’Ant

Al primo corso già 15 persone che affiancheranno le famiglie con malati oncologici

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Il primo corso è partito lo scorso 16 febbraio e sta già coinvolgendo 15 persone tra i 25 ed i 35 anni. I prossimi tre, ciascuno composto da sei incontri, si svolgeranno tra la primavera e l’autunno, in modo da poter contare a fine anno su un buon numero di volontari da affiancare alle famiglie con malati oncologici.

Grazie al sostegno della Fondazione Cattolica Assicurazioni, la Fondazione Ant, la più grande realtà non profit per la prevenzione e l’assistenza domiciliare sociosanitaria gratuita ai pazienti affetti da tumore, ha realizzato a Verona un percorso formativo che si rivolge a giovani e agli adulti che vogliono offrire parte del loro tempo per aiutare chi soffre.

L’iniziativa è stata presentata giovedì 19 febbraio nella sede di Cattolica Assicurazioni (auditorium Bisoffi) da Raffaella Pannuti, presidente della Fondazione Ant, da Adriano Tomba, segretario generale di Fondazione Cattolica Assicurazioni, da Giovanni Gaviraghi, nuovo delegato della Fondazione Ant a Verona, e da Luisa Festini, psicologa Ant.

L’associazione, che a livello nazionale può contare su 400 professionisti e più di 1.800 volontari, è attiva nella città e nella provincia scaligera dal 2003, dove ha assistito oltre 530 persone. Nel 2014 l’ospedale domiciliare oncologico di Verona, composto da 2 medici e uno psicologo, ha preso in carico 81 malati, il 21 per cento in più rispetto al 2013.

«I volontari», ha spiegato Pannuti, «sono il nucleo essenziale di Fondazione Ant, perché sono i depositari e i principali garanti del principio dell’eubiosia, la vita in dignità, valore che muove tutte le nostre attività. Il nostro obiettivo è di formare persone motivate e di grande competenza, così da assistere nel migliore dei modi i pazienti e le famiglie».

«Ant offre un’assistenza preziosa», ha affermato Tomba, «ed è significativo sapere che già una quindicina di giovani si sono impegnati a seguire il primo corso, consapevoli di dover sostenere famiglie affette da disagi gravissimi».

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