La Commissione pari opportunità di Cattolica compie dieci anni

Il seminario di studio, che si è tenuto all’Auditorium Bisoffi venerdì 7 novembre, ha approfondito ruolo e attività di questo organismo paritetico, composto attualmente da sette persone. L’impegno per far crescere la cultura del rispetto di genere e del benessere in azienda.

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La Commissione pari opportunità del gruppo Cattolica compie dieci anni. Per l’occasione si è tenuto un seminario di studio in cui sono stati illustrati impegno, attività e obiettivi alla luce di un percorso iniziato nel novembre del 2004 secondo le indicazioni fissate dalla normativa nazionale e dalla contrattazione di primo e secondo livello (nazionale e aziendale). L’incontro, che si è svolto venerdì 7 novembre nell’Auditorium Bisoffi di Cattolica (con il collegamento video dalle sedi di Milano e Roma), ha permesso di approfondire sia il tema dell’eguaglianza di genere in ambito lavorativo, ovvero le pari opportunità tra uomini e donne, sia il ruolo svolto dalla stessa Commissione paritetica in questo arco di tempo, durante il quale ne hanno fatto parte diversi colleghi e colleghe della Compagnia.

Attualmente la Commissione è composta da sette persone (ma può arrivare a dieci), cinque in rappresentanza delle altrettante sigle sindacali di Cattolica e due per la parte “datoriale”. Come ha spiegato la presidente Giulia Codonesu, «stiamo parlando di un utile strumento previsto dalla legge e dal contratto collettivo di lavoro, che ha consentito di valorizzare la presenza femminile all’interno del Gruppo, rilevando eventuali ostacoli da rimuovere e individuando anche nuove professionalità da inserire nell’organizzazione. C’è ancora da fare sia in termini di cultura di genere che di crescita professionale delle donne», ha aggiunto, «ma siamo sicuri che le pari opportunità ed il benessere in azienda, da cui ha preso il titolo il seminario, rappresentino elementi ormai imprescindibili nella nostra attività».

Un concetto su cui si è soffermato nel suo saluto anche Paolo Masini, direttore Risorse umane del Gruppo, che ha ricordato «il lavoro importante svolto dalla Commissione negli anni, anche quando la materia non era di grande attualità come oggi, concentrandosi sull’obiettivo del benessere in azienda sia sotto il profilo lavorativo che delle relazioni sociali. Nel 2004 avevamo fatto fatica a partire, l’entusiasmo è venuto dopo. Il mondo assicurativo è privilegiato rispetto ad altri settori», ha precisato, «presenta una componente di genere solida e preparata, che si sta facendo strada. E sarà sempre di più così, visto che nelle giovani generazioni è più brillante di quella maschile».

Tiziana Vettor, docente di Diritto del lavoro e della sicurezza sociale all’Università di Milano-Bicocca, ha sviluppato la sua relazione affrontando l’argomento della presenza femminile nel mercato occupazionale, per poi sottolineare i problemi del binomio donne-lavoro: le differenze retributive, le difficoltà negli avanzamenti di carriera, la diseguale e squilibrata ripartizione dei compiti all’interno delle famiglie, le molestie e le aggressioni verbali, «fattori che poi si riverberano sulle condizioni di salute delle lavoratrici». Ha quindi approfondito la normativa sulle pari opportunità, analizzando il ruolo delle commissioni e dei Comitati unici di garanzia previsti nelle amministrazioni pubbliche, oggi posti di fronte a nuovi compiti, non solo di tutela della differenza sessuale, ma anche ad altri fattori di rischio come l’età, la provenienza geografica o l’appartenenza religiosa. «Il quadro normativo nazionale ed europeo sulle pari opportunità evidenzia un collegamento diretto tra eguaglianza e prevenzione nei luoghi di lavoro», ha osservato. «Un clima aziendale che persegue il benessere in un’ottica di genere e di rispetto della persona favorisce la dignità di ciascuno e il valore della differenza di cui ognuno di noi è portatore».

Al seminario è intervenuta anche la Consigliera di parità della Provincia di Verona Luisa Perini.

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